Cose da Vedere a Roma in 3 Giorni

Cose da Vedere a Roma in 3 Giorni

Fonte: John Rodenn Castillo su Unsplash

La Città Eterna non accetta compromessi… O la si ama visceralmente oppure la si detesta. Ma per formulare una opinione che possa determinare il proprio orientamento, è necessario conoscere questa metropoli composta da molte differenti (e a volte contrastanti) anime.

Se la sua fondazione è occultata da nebbiosi quanto affascinanti miti, è invece oggettiva, la sua grandezza passata che l’ha vista prima monarchia, poi repubblica ed infine impero che è giunto a conquistare, dominandolo, gran parte del mondo occidentale allora conosciuto.

Ipotizzando una visita di tre giorni pieni, ecco un itinerario sulle cose da vedere a Roma in 3 giorni, un percorso suggerito da un profondo conoscitore della Capitale.

Visitare Roma in 3 Giorni: Giorno #1 – La Roma da Non Perdere

Soprattutto per coloro che non conoscono affatto la capitale, è necessario addentrarsi in quella che è una panoramica della città che affronti i punti più caratteristici che non si devono perdere.

Nel nostro ipotetico viaggio alla scoperta di Roma, ci muoveremo con i mezzi pubblici (metropolitana e autobus) e, per praticità e risparmio, ci muniremo del Roma Pass.

Questa card è valida 72 ore e dà diritto di libero accesso a tutti gli autobus, tram e metro dell’ATAC (l’azienda comunale che gestisce il servizio pubblico), nonché l’ingresso a due Musei o siti archeologici che si possono scegliere tra quelli convenzionati.

Inoltre acquistando il Roma Pass, si riceverà un kit comprendente oltre che la tessera, anche:

  • Una mappa con tutti i punti informativi, le stazioni della metropolitana, indirizzo e telefoni di musei e siti archeologici
  • L’elenco delle strutture convenzionate ove entrare gratuitamente
  • La lista di esercizi convenzionati dove avere sconti e facilitazioni

Il costo del Roma Pass per 3 giorni è di 52 euro e si può acquistare anche online.

Una volta risolto il problema della mobilità, con la metro andiamo fino alla stazione di Piazzale Flaminio da dove iniziamo la visita del centro storico.

Attraversiamo la strada e oltrepassiamo la poderosa porta che concede l’ingresso a Piazza del Popolo. Sulla vostra sinistra si erge la Basilica di Santa Maria del Popolo ubicata proprio sopra a dove stava il Sepolcro dei Domizi che ospitò le spoglie dell’imperatore Nerone.

Basilica di Santa Maria del Popolo - Roma

Fonte: Pufui PcPifpef su Wikimedia Commons

La chiesa vide molti rifacimenti che, nel corso del medioevo e per mano del Bernini assunse l’aspetto barocco visibile ancor oggi.

L’interno della basilica è da visitare perché raccoglie delle mirabili opere d’arte come la celebre “Conversione di San Paolo” e la “Crocifissione di San Pietro” del Caravaggio, “L’Assunzione” di Carracci, alcuni affreschi del Pinturicchio come gli interni dove misero mano Raffaello, il Bramante, il Bernini e Andrea Bregno.

All’uscita della chiesa, proprio dirimpetto si trova la targa – posta solo nel 1909 – che commemora i due carbonari Targhini e Montanari che in questa piazza furono decapitati nel 1825 per lesa maestà contro lo Stato Pontificio e la cui storia fu raccontata in modo romanzesco nel film “Nell’anno del Signore” del 1969.

Qui un piccolo estratto del film:

Mentre qui puoi vedere la versione integrale di questo film dal cast stellare: https://youtu.be/0iuboyQIZ5M

I corpi dei due carbonari Targhini e Montanari furono sepolti nel vicino terreno del Muro Torto in quanto terra sconsacrata dov’erano destinati gli atei e i colpevoli di eresia.

La piazza come la vediamo oggi è il rifacimento dell’ultima sua modifica databile alla fine dell’Ottocento che sistemò l’antico spazio progettato dal Valadier.

L’attuale sua forma ellittica vede la sua completezza con una doppia esedra riccamente ornata da fontane e statue che avanza da una parte verso il belvedere del Pincio e dall’altra verso il Tevere.

Di fronte alla Porta del Popolo si possono ammirare due chiese perfettamente identiche: Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto ambedue costruite verso la fine del XVII secolo che formano l’inizio di un tridente di vie composte dalla centrale Via del Corso e le laterali Via di Ripetta e Via del Babuino.

Al centro della piazza – oggi isola pedonale – campeggia l’Obelisco Flaminio, di fattura egizia e risalente al tempo di Ramesse II (XIII secolo a.C.) e portato a Roma da Ottaviano nel 10 a.C.

Fa parte di uno dei tredici obelischi che si trovano nella capitale e che si trovava originariamente, al Circo Massimo dove fu ritrovato alla fine del XVI secolo rotto in tre tronconi.

Restaurato da Domenico Fontana fu posto al centro della piazza per volere di Sisto V e, nell’Ottocento arricchito da una base avente vasche circolari impreziosite da sculture di marmo rappresentanti dei leoni, dal Valadier.

A questo punto, possiamo prendere la via che si trova alla destra (via Ripetta) che, dopo qualche centinaio di metri oltrepassata l’Accademia di Belle Arti, ci fa giungere a Piazza Augusto Imperatore dove, al suo centro si trova il Mausoleo di Augusto: il più grande tumulo che si conosca, ampio ben 87 metri di diametro.

Dopo una breve visita del monumento visibile solo esternamente, si prosegue per via del Corso la storica arteria lunga oltre un chilometro e mezzo che unisce Piazza del Popolo con Piazza Venezia.

Dalla fine del XV secolo fino a quasi la fine dell’Ottocento, la strada fu utilizzata per le celebri corse di Cavalli Bàrberi e questo fu la ragione del suo nome.

È una via ricca di negozi dove si aprono palazzi nobiliari come Palazzo Bonaparte, Palazzo Salviati, Palazzo Piombino, Palazzo Chigi, Palazzo Doria, Palazzo Odescalchi, Palazzo Ruspoli ed altri ancora.

Verso metà di via del Corso si apre via Condotti, una delle strade dello shopping di qualità di tutta Roma e il nostro consiglio – oltre ad ammirare vetrine riccamente rifornite di beni di lusso – è quello di sorseggiare un caffè seduti all’interno di una delle sale che si trovano nello storico Caffè Greco, per respirare un’aria pregna di cultura e di atmosfera.

All’uscita, potrete ammirare Piazza di Spagna, con la celebre fontana della Barcaccia e la meravigliosa Trinità dei Monti. Dopo le foto di rito, continuando per i caratteristici vicoli di questa parte del centro, arriverete a Fontana di Trevi, capolavoro universalmente conosciuto per essere uno dei monumenti più immortalati al mondo.

In stile tardo barocco ad opera del Salvi, vide luce agli inizi del Settecento dopo numerosi progetti e una vita piena di complicazioni.

Indubbiamente scenografica, i fondi per la costruzione di questo monumento ispirato al mare, furono reperiti dal gioco del lotto volutamente reintrodotto proprio per pagare i costi di costruzione.

Dopo il lancio della monetina con la mano sinistra e volgendo le spalle alla fontana, potete proseguire rientrando in via del Corso per raggiungere finalmente Piazza Venezia.

Qui, oltre a Palazzo Venezia che una parte della storia moderna ha reso famoso, si affaccia il Campidoglio e l’Altare della Patria divenuto sede della Tomba al Milite Ignoto.

Il Campidoglio è uno dei sette colli dove fu fondata Roma e dove, leggenda narra, che le oche che si trovavano nel recinto del Tempio di Giunone, avvisarono i romani del tentativo dei Galli del loro assalto alla città.

Molte sono le curiosità da vedere in questa piazza realizzata secondo i dettami di Michelangelo nel mezzo della quale è sistemata la statua bronzea di Marco Aurelio di cui oggi, l’originale è conservato all’interno del museo.

La vicina Via dei Fori Imperiali ci mette nella condizione di ammirare i resti del più importante nucleo della Roma Imperiale e, dato il tempo tiranno, possiamo solo vederli dall’esterno mentre raggiungiamo l’Anfiteatro Flavio.

Schivando i centurioni che si propongono come scenografia vivente per una foto e le tante bancarelle che vendono souvenir romani made in Corea, possiamo entrare in quello che è il monumento più famoso del mondo: il Colosseo.

Respirare l’aria di questa arena dove si tenevano i giochi gladiatori, è come fare un salto indietro nel tempo dove ognuno, può disegnare la propria fantasia. Dalla vicina stazione della metropolitana (stazione Colosseo) si può tornare indietro per chiudere la prima giornata.

Cose da Vedere a Roma in 3 Giorni: Giorno #2 – La Roma Cristiana

Meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, la città conserva preziose opere architettoniche risalenti a tutte le epoche che sono relative al cattolicesimo.

Prendendo la metropolitana si deve scendere alla stazione di Ottaviano e percorrere la via fino alla vicina Piazza Risorgimento e da li, proseguendo per via di Porta Angelica si arriva al colonnato che circoscrive la Basilica di San Pietro.

La più grande delle quattro basiliche di Roma e centro del Cattolicesimo è definita la Madre di tutte le Chiese di Roma e del Mondo.

È qui che si celebrano le funzioni papali e le principali ricorrenze, così come si aprono e chiudono i Giubilei.

Voluta da Giulio II agli inizi del Cinquecento fu terminata oltre un secolo più tardi anche se costruita su di un’altra preesistente ordinata dall’imperatore Costantino e risalente al IV secolo su un terreno che ospitava il circo di Nerone e una necropoli dove la leggenda afferma che vi fu sepolto San Pietro.

Tuttavia molti furono i progetti: dal Rosellino al Bramante, dal Sangallo a Michelangelo, da Raffaello al Bernini in tanti ci misero mano tanto che a Roma il detto “è peggio della fabbrica di San Pietro” tende a spiegare di una cosa particolarmente lunga e complicata.

Ci sono ovvie ragioni che sono testimoniate dalle dimensioni: lunga 218 metri e alta 133, occupa ben 23.000 metri quadrati. Ben 45 altari ed 11 cappelle sono conservate al suo interno ricco di statue e opere d’arte di inestimabile valore.

La visita si compone anche della scoperta delle sue catacombe ove riposano le spoglie mortali di molti pontefici.

Dopo aver ammirato l’imponente Basilica e la piazza antistante, non si può evitare di recarsi ai vicini Musei Vaticani, raggiungibili a piedi.

Decisa la loro costruzione da Giulio II nel Cinquecento, i Musei ospitano il capolavoro dei capolavori: la Cappella Sistina dipinta da Michelangelo e gli appartamenti papali affrescati da Raffaello Sanzio.

In uno spazio di circa sette chilometri di corridoi e sale è, con cinque milioni di visitatori all’anno, il sesto museo più frequentato al mondo.

Bisognerebbe dire che sono una serie di musei collegati tra loro come:

Le opere conservate abbracciano i più importanti artisti di ogni epoca come Giotto, Caravaggio, Raffaello, Leonardo da Vinci, Chagall, Van Gogh, Matisse, Gauguin, De Chirico, Kandinsky e molti altri ancora.

Al termine della soddisfacente visita di uno dei luoghi dove esiste un’incredibile concentrazione di opere d’arte del mondo, siete pronti per rientrare approfittando sempre della stazione metrò Ottaviano.

Cose da Visitare a Roma in 3 Giorni: Giorno #3 – Roma Insolita

Dopo aver vestito i panni di un classico turista che deve visitare i punti fermi di Roma, vediamo ora di addentrarci in una città differente da quella stereotipata nelle guide di viaggi.

Iniziamo a suggerire una visita alla chiesa di Santa Maria Immacolata dei frati cappuccini che si trova all’inizio di Via Veneto all’altezza di Piazza Barberini (metrò Barberini) dove, a lato dell’ingresso della chiesa, si trova una cripta che custodisce le ossa dei frati defunti da secoli.

L’interno è arredato (se così si può dire) da ossa di tutti i tipi che opportunamente incastrate fra loro, compongono un inquietante ornamento fatto di finestre, davanzali, recinti.

Qualcosa di più leggero è quello che vi suggeriamo: un salto in una delle ultime (se non ultima) bottega dove si vende la vera porchetta di Ariccia.

Si chiama “Er Buchetto” e si trova a via del Viminale all’altezza di Piazza Esedra (metrò Termini).

Il locale risale dal 1890 e certamente non ha avuto molte ristrutturazioni dal momento che presenta un essenziale arredamento risalente sicuramente al primo dopoguerra.

Se volete assaporare un caratteristico spuntino romano tipo street food, vi suggeriamo i filetti di baccalà fritti e il luogo deputato per mangiarli in modo sublime è quello di recarvi alla friggitoria di Santa Barbara, a via dei Giubbonari (metrò Argentina) dove ancora si preparano come un tempo.

La fila che dovrete fare sarà abbondantemente compensata.

Ultima meta che suggeriamo è la piccola chiesa del Sacro Cuore del Suffragio a Lungotevere Prati 12 (metrò Lepanto) dove si trova un minuscolo duomo in stile gotico unico in tutta Roma.

La particolarità, oltre che l’architettura che esibisce, è che nella chiesa trova spazio un museo che raccoglie oggetti marchiati con il fuoco e che leggenda vuole siano stati avvolti dalle fiamme del purgatorio.

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